15 marzo 2020 - Domenica di Abramo

Per i Giudei – quelli che pure avevano ascoltato Gesù – la vera garanzia di fede, verità, libertà, rimane la Legge, quella di Mosè, quella che Mosè aveva avuto da Dio sul monte santo. Una Legge che affonda le sue radici profonde in Abramo, l’amico di Dio, l’audace che aveva ascoltato una Voce che lo allontanava dalla sua casa, dalla sua terra, dalla sua famiglia, per catapultarlo in una realtà completamente sconosciuta. Ma lì Abramo aveva trovato il Dio vero, quello delle promesse più assurde ma presto realizzate: la nuova terra c’è, il figlio c’è, il popolo numeroso c’è. Come può un giudeo cambiare idea, non fondare la sua fede su questa storia certa e bella, per dar retta a un Gesù che dice di avere lui la parola di verità, di dare lui la libertà vera, di essere l’inviato di Dio e proprio del Dio di Abramo, di aver visto l’Abramo vissuto quasi duemila anni prima, lui neppure cinquantenne?

Una volta Gesù disse ai suoi ascoltatori: è per la durezza del vostro cuore che Mosè vi diede questa norma. E un’altra volta ancora: vi fu detto, ma io vi dico. È il segno evidente che Gesù è venuto per farci fare dei passi avanti, senza rinnegare nulla della fede di Abramo o di Mosè (disse: non passerà neppure una virgola della Legge).

Dio ci fa camminare. Dio ci tiene continuamente in movimento. Ci dà sempre nuovi strumenti per acquisire quella libertà, vera, che nasce da una fede consapevole e che nel contempo genera una fede consapevole. La Legge, qualsiasi legge, da sé sola è un semplice ammasso di precetti che chiedono di essere messi in pratica. Nessun coinvolgimento, nessuna partecipazione del cuore: solo rispetto della regola. Ma questo non dà libertà, non genera fede, non conduce alla verità.

Gesù ci insegna ad entrare nello spirito della Legge, ci dona lo Spirito che supera la Legge perché la fa vivere, la trasforma, la cambia in stile di vita, togliendole la veste di vecchia signora petulante che chiede solo di essere ascoltata mentre sputa le sue sentenze, spesso pure sentenze di morte.

La Verità è Gesù, e dà la Vita e la Libertà, quella vera, quella che ci permette di essere un “tu” davanti al Dio che, per amore, ci ha voluti a sua immagine e somiglianza. È dunque l’ascolto della Parola liberante del Vangelo che ossigena la nostra vita e ci fa volare alto.

Anche in questo momento di crisi, respiriamo l’aria del Vangelo. Ma le regole dicono che bisogna andare a Messa alla domenica, che si devono ricevere le ceneri, che si deve fare la comunione… Sì, certo, è così! Ma non fermiamoci alle prescrizioni: viviamo la situazione che ci è data di vivere con libertà interiore, soffrendo anche della mancanza di ciò che normalmente ci sostiene, ma con lo spirito di chi sa che nessun virus potrà tenerci lontani dal nostro Dio, da Gesù. Il Signore è sempre con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo”.