Anche stavolta l’alba spunterà

Alcuni anni fa, quando ero meno vecchio di adesso – ma comunque non più tanto giovane per certe cose! – alcuni amici mi trascinarono su per le montagne per una lunga camminata che si sarebbe conclusa con il pernottamento in un bivacco ad alta quota. La mattina seguente si sarebbe poi discesi a valle. Arrivare a quel bivacco fu davvero un’impresa faticosa: la lunghezza del percorso, la ripidità, il fiato… Ma il bello doveva ancora venire! Nel bivacco non eravamo soli, abbiamo dovuto condividere il pochissimo spazio con altre persone già sul posto. E questo ha voluto dire, per la notte, avere a disposizione una strettissima brandina, in alto, alla quale stare aggrappati per non cadere giù. Avrei dovuto dormire come un canarino! Mi dissi: piuttosto mi copro bene e vado a dormire all’aperto. Ma si mise a piovere. Cerco una grotta: non ce n’era una! Allora sono rientrato, mi sono aggrappato alla mia brandina, mi sono messo l’animo in pace e mi sono detto: viene mattina tutte le volte, verrà l’alba anche stavolta! E così fu, ovviamente. Fu un’alba faticosa, mi trovò stravolto, ma l’alba ci fu, il tormento era finito!

Anche di questi tempi, con questo benedetto virus, incominciamo ad essere tutti seriamente insofferenti. Ma che ci possiamo fare? Mi dico: il diluvio universale è finito, la peste è finita, la febbre spagnola è finita. E l’umanità, pur massacrata, ha ripreso, pur lentamente, i suoi ritmi. Ci lasciamo dietro tanti morti, abbiamo la speranza che i malati guariscano completamente, siamo preoccupati per la ripresa economica. Ma riprenderemo. Ci mettiamo l’animo in pace e aspettiamo. Dobbiamo sempre coltivare la speranza, quella che si fonda soprattutto sulla provvidenza di un Dio che non abbandona, che persegue il suo progetto di bene, che mantiene le sue promesse di salvezza. Non si tratta di essere degli illusi che pensano positivo solo per non cadere nella disperazione. Abbiamo buoni motivi per essere ottimisti, comunque. Gli esperti stanno facendo la loro parte, medici e infermieri anche, noi facciamo di tutto per essere obbedienti alle direttive che ci vengono date. E la nostra preghiera al Signore che non abbandona ci riempie continuamente di fiducia e di speranza.

Don Giuseppe