Il cammello

Da molti chiamato la nave del deserto, il cammello è un animale singolare. Poderoso, resistente, capace di camminare per un giorno intero senza fermarsi, anche in condizioni disagevoli quali il deserto. A riposo, accoccolato, con le sue due gobbe bene in evidenza, rumina lentamente muovendo la mandibola inferiore in modo singolare e osservando il mondo circostante con uno sguardo che sembra esprimere pace interiore. Il suo parente stretto, il dromedario, gli somiglia molto, a parte l’avere in dotazione una sola gobba invece che due.

Ciò che stupisce nel cammello è l’incredibile resistenza. Quelle due gobbe, poderose ma col passare dei giorni di cammino in progressiva riduzione, dicono la sua capacità di immagazzinare cibo e acqua a sufficienza per i lunghi tragitti. Quando non è impegnato nel suo lavoro, il cammello approfitta della sua inattività per ben nutrirsi, tanto da potersi garantire una lunga autosufficienza. Il cammelliere potrà così stare tranquillo durante il suo viaggio, il cammello non richiederà soste supplementari per integrare la sua dieta.

La nostra vita di tutti i giorni è assimilabile ad un viaggio; un viaggio che ha spesso bisogno di soste perché faticoso, pieno di imprevisti, segnato spesso da eventi dolorosi. Credo che per noi sia “saggezza di cammello” approfittare delle soste per “fare rifornimento”. Spesso succede che una sosta, prevista o imprevista, diventi per noi un semplice “tempo vuoto” che rischia di essere sprecato, mentre dovrebbe essere una opportunità di “rifornimento”.

Costretti da questo covid-19 a starcene rintanati in parziale inattività forzata, siamo stati messi – se così la vogliamo vedere – in condizione di recupero. Di solito siamo tanto stanchi? Oggi possiamo riposarci di più! Fatichiamo a coltivare i nostri rapporti interpersonali? Oggi lo stare in casa o l’utilizzare il telefono ci permette di sentire di più la presenza dell’altro! Non leggiamo mai? Oggi possiamo dedicarci alla lettura! Facciamo fatica normalmente a trovare il tempo per un po’ di preghiera? Ecco che oggi il tempo ce l’abbiamo! Non abbiamo l’abitudine di prenderci cura della nostra persona? Oggi ne abbiamo l’occasione e il tempo!

Il cammello, fermo all’oasi, semplicemente non dormicchia: si nutre – e bene! – in vista del suo impegno futuro. Io, “prigioniero sanitario”, non mi perdo in lamentele e recriminazioni: ricupero le forze, coltivo i miei rapporti col prossimo, leggo, prego, mi prendo cura della mia salute fisica e spirituale – e bene! – per essere pronto, davvero pronto, a riprendere la mia vita di sempre, nel momento in cui mi sarà permesso. E spero presto!

Don Giuseppe